martedì 1 giugno 2010

Curare la malattia.


Ho ricevuto l’abito sfoderato che mi
hai inviato per mezzo di Saemon1.
Per favore riferisci a tutti gli altri che ho
ricevuto ogni offerta elencata nella sua lista.
Ho anche ricevuto le varie offerte inviate
dal prete laico Ota e riportate nella
tua lista. L’altra parte dell’argomento che
tratterò qui è spiegata nella lettera che ho
inviato a Saemon. Spero che gli chiederai
di fartela leggere.



Nella tua lettera dici che le epidemie
infuriano sempre più. Le malattie degli
esseri umani possono suddividersi in due
categorie generali: la prima, quella delle
malattie del corpo, comprende i centouno
disordini dell’elemento terra, i centouno
dell’elemento acqua, i centouno dell’elemento
fuoco e i centouno dell’elemento
vento
, per un totale di quattrocentoquattro
malattie. Per guarirle non è necessario
un Budda
; possono benissimo guarire con
le medicine prescritte da abili medici come
Detentore d’Acqua e Portatore d’Acqua,
Jivaka o Pien Ch’üeh.
Alla seconda categoria appartengono le
malattie della mente. Queste sorgono dai
tre veleni e ne esistono ottantaquattromila
varietà. Tali malattie non possono essere
curate neanche dalle due divinità e dai tre
asceti [del Brahmanesimo] o dai sei maestri
non buddisti e tanto meno dalle medicine
prescritte da Shen Nung e Huang Ti
.
Le malattie della mente differiscono
grandemente per gravità. Le ottantaquattromila
malattie della mente che originano
dai tre veleni e affliggono le persone comuni
dei sei sentieri, possono essere curate dal
Budda dello Hinayana e dai suoi insegnamenti
nei sutra Agama, o dagli eruditi e
maestri delle scuole del Tesoro dell’Abhidharma,
dell’Affermazione della verità e
dei Precetti.
Ma se questi praticanti hina-
yana, nel seguire i propri insegnamenti, si
oppongono al Mahayana oppure, anche se
loro stessi non si oppongono al Buddismo
mahayana, se i paesi hinayana ritengono di
essere sullo stesso piano dei paesi mahayana,
allora la popolazione di quel paese sarà
afflitta da numerose malattie. Se si cerca
di curare tali malattie con il Buddismo hinayana,
invece di guarire esse si aggraveranno
.
Possono essere curate solo dai devoti dei
sutra mahayana
. E anche nell’ambito del
Mahayana, quando i seguaci dei sutra della
Ghirlanda di fiori, dei Profondi segreti,
della Saggezza e di Mahavairochana o degli
altri sutra mahayana provvisori, confondono
l’inferiore con il superiore e sostengono
che gli insegnamenti delle loro scuole sono
uguali o persino superiori al Sutra del Loto,
e il sovrano e le altre autorità accettano le
loro affermazioni, allora si manifesteranno
i tre veleni e le ottantaquattromila malattie.
Se costoro tentano di curare tali malattie
con i sutra mahayana provvisori in cui credono,
esse peggioreranno. E anche se applicassero
il Sutra del Loto, non avrebbero
alcun risultato perché, sebbene il sutra sia
supremo, i praticanti sono persone dalle
idee distorte.
Inoltre anche il Sutra del Loto si divide
in insegnamento transitorio e insegnamento
originale. L’uno differisce dall’altro
come il fuoco dall’acqua o il cielo dalla
terra. La differenza è ancor più grande
di quella esistente fra il Sutra del Loto e i
sutra precedenti. I sutra precedenti e l’insegnamento
transitorio del Sutra del Loto,
per quanto differenti, hanno tuttavia dei
punti in comune. Fra gli otto insegnamenti
esposti dal Budda, l’insegnamento
perfetto dei primi sutra e quello dell’insegnamento
transitorio sono simili: benché
il Budda dell’insegnamento transitorio
differisca dai Budda dei sutra precedenti
per il corpo manifesto inferiore, il corpo
manifesto superiore, il corpo di retribuzione
e il corpo del Dharma, essi hanno in
comune l’ottenimento dell’illuminazione
per la prima volta in questo mondo.
La differenza fra l’insegnamento transitorio
e quello originale è che nel primo
si afferma che il Budda ottenne l’illuminazione
per la prima volta durante la sua
vita [in India], mentre nel secondo egli è
il Budda che ottenne l’illuminazione nel
remoto passato. Fra i due vi è la stessa differenza
che passa fra un vecchio di cento
anni e un bambino di un anno. Anche i
discepoli di questi due Budda differiscono
come il fuoco dall’acqua, per non parlare
della differenza fra le sue terre. Chi confonde
l’insegnamento originale con l’insegnamento
transitorio non sa distinguere il
fuoco dall’acqua. Il Budda tracciò una netta
distinzione fra i due insegnamenti nella
sua predicazione, ma nei duemila anni e
più dalla sua morte, nessuno, nei tre paesi
dell’India, Cina e Giappone e neppure
nell’intero paese di Jambudvipa, ne ha
compreso chiaramente la differenza. Solo
T’ien-t’ai in Cina e Dengyo in Giappone,
tracciarono una generica distinzione fra
i due, ma rimaneva ancora da chiarire il
precetto della perfetta e immediata illuminazione,
con il quale l’insegnamento ori-
ginale si distingue dall’insegnamento transitorio10.
In sostanza, T’ien-t’ai e Dengyo
lo percepirono nei loro cuori ma non lo
rivelarono per tre ragioni: non era il tempo
giusto, la gente non aveva la capacità di
accettarlo e non era stata affidata loro la
missione di rivelarlo. È oggi, nell’Ultimo
giorno della Legge, che i Bodhisattva della
Terra appariranno e lo propagheranno.
L’Ultimo giorno della Legge è il tempo
adatto per propagare l’insegnamento originale
e perciò i seguaci dello Hinayana, del
Mahayana provvisorio e dell’insegnamento
transitorio del Sutra del Loto non otterranno
benefici dalle loro dottrine, anche se non
hanno commesso alcuna colpa. Questi insegnamenti
sono come le medicine preparate
per essere usate in primavera, che sono inefficaci
in autunno o quanto meno non hanno
la stessa efficacia che avrebbero in primavera
o in estate. Quel che è peggio è che queste
persone hanno le idee confuse riguardo
alla superiorità relativa dello Hinayana e del
Mahayana, o degli insegnamenti provvisori
e dei veri insegnamenti. Inoltre, poiché i
sovrani delle epoche passate credettero in
questi sutra, eressero templi e donarono
campi e risaie alle scuole che li predicavano,
se i seguaci di questi insegnamenti oggi ammettessero
la verità della mia asserzione che
il loro sutra è un insegnamento inferiore,
non avrebbero alcun modo di giustificarsi
e di conseguenza perderebbero l’appoggio
del sovrano. Perciò si infuriano, insultano
il sutra del vero insegnamento e odiano il
suo devoto. Inoltre anche il governante del
paese, o perché vuole avere l’appoggio della
maggioranza, o perché non se la sente di ab
ginale si distingue dall’insegnamento transitorio10.
In sostanza, T’ien-t’ai e Dengyo
lo percepirono nei loro cuori ma non lo
rivelarono per tre ragioni: non era il tempo
giusto, la gente non aveva la capacità di
accettarlo e non era stata affidata loro la
missione di rivelarlo. È oggi, nell’Ultimo
giorno della Legge, che i Bodhisattva della
Terra appariranno e lo propagheranno.
L’Ultimo giorno della Legge è il tempo
adatto per propagare l’insegnamento originale
e perciò i seguaci dello Hinayana, del
Mahayana provvisorio e dell’insegnamento
transitorio del Sutra del Loto non otterranno
benefici dalle loro dottrine, anche se non
hanno commesso alcuna colpa. Questi insegnamenti
sono come le medicine preparate
per essere usate in primavera, che sono inefficaci
in autunno o quanto meno non hanno
la stessa efficacia che avrebbero in primavera
o in estate. Quel che è peggio è che queste
persone hanno le idee confuse riguardo
alla superiorità relativa dello Hinayana e del
Mahayana, o degli insegnamenti provvisori
e dei veri insegnamenti. Inoltre, poiché i
sovrani delle epoche passate credettero in
questi sutra, eressero templi e donarono
campi e risaie alle scuole che li predicavano,
se i seguaci di questi insegnamenti oggi ammettessero
la verità della mia asserzione che
il loro sutra è un insegnamento inferiore,
non avrebbero alcun modo di giustificarsi
e di conseguenza perderebbero l’appoggio
del sovrano. Perciò si infuriano, insultano
il sutra del vero insegnamento e odiano il
suo devoto. Inoltre anche il governante del
paese, o perché vuole avere l’appoggio della
maggioranza, o perché non se la sente di abbandonare
gli insegnamenti onorati dai sovrani
del passato, o semplicemente perché è
ignorante, o perché disprezza il devoto del
vero insegnamento, accetta le accuse prive
di fondamento dei seguaci di queste scuole
e perseguita il devoto del Sutra del Loto.
Come risultato, le divinità che proteggono
il vero insegnamento come Brahma,
Shakra, gli dèi del sole e della luna e i
quattro re celesti, puniscono il paese che
viene colpito dalle tre calamità e dai sette
disastri con violenza senza precedenti.
Questa è la causa delle epidemie scoppiate
quest’anno, e di quelle dello scorso anno e
dell’era Shoka.
.
Domanda: Se, come tu affermi, le divinità
benevolenti infliggono punizioni a questo
paese perché offende il devoto del Sutra
del Loto, le epidemie dovrebbero colpire
solo i denigratori. Perché invece anche i
tuoi discepoli si ammalano e muoiono?
.
Risposta: La tua domanda sembra ragionevole.
Ma tu vedi solo un lato della
questione. Il bene e il male sono inerenti
alla vita sin dal tempo senza inizio. Secondo
gli insegnamenti provvisori e le varie
scuole [che si basano su di essi], il bene
e il male rimangono nella vita attraverso
tutti gli stadi della pratica di bodhisattva
fino allo stadio di illuminazione quasi perfetta,
per cui in questo o negli stadi inferiori,
tutte le persone hanno qualche colpa
[ma non coloro che si trovano allo stadio
supremo]. Al contrario, il cuore della
scuola del Loto è il principio dei tremila
regni in un singolo istante di vita che rivela
che bene e male sono presenti anche in coloro
che si trovano al supremo stadio della
perfetta illuminazione. La natura fondamentale
dell’illuminazione si manifesta
come Brahma e Shakra, mentre l’oscurità
fondamentale si manifesta come re demone
del sesto cielo. Le divinità benevolenti
odiano gli uomini malvagi, gli spiriti maligni
odiano gli uomini buoni. Dato che siamo
entrati nell’Ultimo giorno della Legge,
è naturale che gli spiriti maligni riempiano
il paese, numerosi come cocci e pietre, alberi
e piante, mentre gli spiriti benevoli
sono pochi perché in questo mondo i santi
e i saggi sono rari. Ci si dovrebbe perciò
aspettare di trovare più vittime dell’epidemia
fra i discepoli di Nichiren che fra
i credenti Nembutsu o i preti delle scuole
della Vera parola, Zen e dei Precetti. Per
qualche ragione invece, il dolore e la morte
sono minori fra i discepoli di Nichiren.
Sarà perché siamo pochi di numero o perché
la nostra fede è forte?
.
Domanda: In Giappone ci sono mai
state epidemie terribili come queste in
passato?
Risposta: Durante il regno dell’imperatore
Sujin, il decimo sovrano dopo l’imperatore
Jimmu, le epidemie devastarono il
Giappone mietendo le vite di più di metà
della popolazione. Ma quando l’imperatore
introdusse in tutte le regioni del paese
il culto della Dea del Sole e altre divinità,
l’epidemia cessò completamente. Perciò
venne chiamato Sujin [“colui che venera
gli dèi”]. Ciò accadde prima che il Buddismo
fosse introdotto nel paese. Il trentesimo,
il trentunesimo e il trentaduesimo
sovrano della dinastia imperiale, insieme
a vari ministri e altri, morirono di vaiolo e
di altre malattie epidemiche. Ancora una
volta si offrirono preghiere alle stesse divinità
ma questa volta fu inutile.
Durante il regno dell’imperatore Kimmei,
il trentesimo sovrano, vennero inviati,
dallo stato di Paekche al Giappone, sutra,
trattati, preti buddisti e anche una statua
di bronzo dorato del Budda Shakyamuni,
il signore degli insegnamenti. Il gran ministro
Soga insistette che si doveva venerare
tale statua, ma il primo ministro
Mononobe e altri ministri, insieme alla
gente comune, si opposero tutti insieme
al culto del Budda, affermando che tributargli
onore avrebbe mandato in collera le
divinità native che avrebbero portato la
rovina nel paese. L’imperatore stava ancora
cercando di decidere quale delle due
opinioni seguire, quando le tre calamità e
i sette disastri colpirono il paese con maggior
violenza di quelli delle epoche precedenti
e gran parte della popolazione morì
a causa delle malattie.
Il primo ministro Mononobe colse quest’occasione
per appellarsi all’imperatore e
non solo non si onorarono più i monaci e le
monache buddisti, ma la statua di bronzo
dorato del Budda fu distrutta ponendola
sui carboni ardenti e anche i templi buddisti
furono incendiati. In quel periodo il
primo ministro Mononobe contrasse una
malattia e morì e anche l’imperatore scomparve.
Anche il gran ministro Soga, che
aveva venerato il Budda, si ammalò.
Il ministro Moriya, figlio del primo
ministro, dichiarò che i tre imperatori
e suo padre erano morti nell’epidemia,
soltanto perché era stato reso omaggio al
Budda. «Sia noto − dichiarò − che il principe
Shotoku, Soga no Umako e gli altri
che riveriscono il Budda, sono tutti nemici
di mio padre e dell’imperatore!». Udendo
ciò, i principi imperiali Anabe e Yakabe14,
insieme ai loro ministri e a migliaia di sud-
diti, si unirono a Moriya. Non solo incendiarono
le immagini e i templi del Budda,
ma vi fu una battaglia e Moriya fu ucciso
in combattimento. Per un periodo di trentacinque
anni dall’introduzione del Buddismo
in questo paese, non un solo anno
passò senza che si verificassero epidemie o
una delle tre calamità e i sette disastri. Ma
dopo che Mononobe no Moriya fu ucciso
da Soga no Umako e gli dèi furono soppiantati
dal Budda, i disastri e le calamità
cessarono immediatamente.
Le tre calamità e i sette disastri che si
manifestarono in seguito furono dovuti
per lo più alla confusione creatasi in seno
al Buddismo stesso e in questi casi furono
colpite solo una o due persone, una o due
province, uno o due clan, una o due regioni.
Si verificarono o a causa dell’ira degli
dèi o a causa delle offese alla Legge o a
causa della miseria del popolo.
Le tre calamità e i sette disastri di questi
ultimi trent’anni e più, invece, sono dovuti
unicamente al fatto che l’intero paese del
Giappone odia me, Nichiren. In ogni singola
regione del paese, in ogni provincia,
in ogni villaggio, tutti, dal governante alla
gente comune, nutrono per me un odio
feroce quale non si era mai visto prima.
Questa è la prima volta che l’oscurità fondamentale
si è manifestata nella vita delle
persone ordinarie prese nelle illusioni di
pensiero e desiderio15. Anche se pregassero
gli dèi, il Budda o il Sutra del Loto, [i
disastri e le calamità] non farebbero che
aumentare. Ma è diverso quando il devoto
del Sutra del Loto offre preghiere all’insegnamento
originale del Sutra del Loto:
in definitiva a meno che non riusciamo a
dimostrare che questo è l’insegnamento
supremo, i disastri e le calamità continueranno
inesorabilmente16.
Il Gran Maestro T’ien-t’ai in Grande
concentrazione e visione profonda descrisse
i dieci oggetti di meditazione e le dieci
meditazioni, ma nessuno dopo di lui le ha
praticate. Al tempo di Miao-lo e di Dengyo
alcuni le praticarono parzialmente, ma
incontrarono poche difficoltà perché non
avevano potenti avversari. I tre ostacoli e
i quattro demoni di Grande concentrazione
e visione profonda non sorgeranno per
ostacolare coloro che praticano i sutra
provvisori, ma ora, al tempo di Nichiren,
sorgono tutti quanti. Essi sono ancora più
potenti dei tre ostacoli e quattro demoni
che dovettero affrontare T’ien-t’ai, Dengyo
e altri.
Vi sono due modi di percepire i tremila
regni in un singolo istante di vita, uno è
teorico, l’altro è concreto. Quello di T’ient’ai
e Dengyo era teorico, quello che io
pratico adesso è concreto e, poiché ciò che
pratico è superiore, anche le difficoltà che
lo accompagnano sono molto maggiori. La
dottrina di T’ien-t’ai e Dengyo era quella
dei tremila regni in un singolo istante di
vita dell’insegnamento transitorio, mentre
la mia è quella dell’insegnamento originale.
Sono differenti come il cielo e la terra.
Tienilo bene a mente quando sarà tempo
di affrontare la morte.
Con profondo rispetto,

Nichiren

2 commenti:

  1. ma da cosa è tratto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. da un GOSHO...uno scritto del Monaco NICHIREN DAISHONIN...tali scritti o trattati di solito erano indirizzati ai discepoli...all'attualità sono considerati quasi sacri dalle scuole Buddiste Nicheriste...perchè sono linee guida sempre attuali....e con basi solide...

      Elimina

-- --
-- --
-- --