martedì 22 giugno 2010

Lettera ai fratelli


Lettera ai fratelli
Il Sutra del Loto è il cuore degli ottantamila insegnamenti e delle dodici sezioni di sutra. Tutti i Budda del passato, del presente e del futuro ottengono l'Illuminazione prendendo questo Sutra come maestro; in tutto l'universo essi guidano gli esseri umani con l'occhio del veicolo supremo.



Esaminando la raccolta completa dei sutra conservati nelle biblioteche, si vede che esistono due versioni dei sutra e dei trattati portati in Cina tra l'era Yung-p'ing degli Han posteriori e la fine della dinastia T'ang. Ci sono 5048 volumi di traduzioni antiche e 7399 di nuove traduzioni. Ciascun sutra afferma di contenere l'insegnamento più alto di tutti. Tuttavia, il confronto rivela che il Sutra del Loto è superiore a tutti gli altri come il cielo supera la terra; s'innalza su di essi come una nuvola al di sopra del suolo. Se paragoniamo gli altri sutra alle stelle, il Sutra del Loto è come la luna; se li paragoniamo a torce, a stelle o alla luna, il Sutra del Loto è come il sole.


In particolare, esso contiene venti importanti principi. I primi due sono gli insegnamenti di sanzen-jintengo e gohyaku-jintengo. Sanzen-jintengo è spiegato nel settimo capitolo Kejoyu. Supponiamo che qualcuno riduca in polvere un'intera galassia; poi, portando con sé la polvere, si diriga verso est e dopo aver superato mille galassie lasci cadere un granello, dopo altre mille galassie lasci cadere un secondo granello e continui in questo modo finché non abbia esaurito tutti i granelli. Quindi riduca in polvere tutte le galassie superate, quelle in cui ha lasciato cadere un granello e quelle in cui non l'ha fatto cadere; metta questi granelli di polvere in fila, facendo trascorrere un eone per sistemare ciascun granello, e così via finché non li abbia esauriti. Il tempo impiegato per sistemare tutti questi granelli di polvere è chiamato sanzen-jintengo.
Tanto tempo fa, nel remoto passato di sanzen-jintengo, i tre gruppi di shomon, inclusi Shariputra, Mahakashyapa, Ananda e Rahula, appresero il Sutra del Loto da un bodhisattva che era il sedicesimo figlio del Budda Daitsu. Tuttavia, ingannati da persone malvagie, infine abbandonarono il Sutra del Loto e ritornarono ai sutra Kegon, Hannya, Daijuku o del Nirvana, o ancora più in basso ai sutra Dainichi, Jimmitsu e Kammuryoju, o addirittura fino agli insegnamenti hinayana dei sutra Agon. Durante questa discesa, trascorsero alcune vite nei buoni mondi Umano e Celeste e infine caddero nei cattivi sentieri. Per un periodo di sanzen-jintengo, nacquero il più delle volte nell'inferno della sofferenza incessante, talvolta nei sette inferni maggiori o, più raramente, negli altri centotrenta inferni6. In rarissime occasioni rinacquero nei mondi di Avidità, Animalità o Collera e solo dopo innumerevoli eoni furono in grado di rinascere nei mondi Umano e Celeste.


Il terzo capitolo del Sutra del Loto afferma: «Dimorare sempre nell'inferno per essi è come stare in un giardino e vivere negli altri cattivi sentieri è come stare a casa propria». Quelli che commettono le dieci azioni malvagie cadono nell'inferno di Tokatsu o Kokujo e qui devono trascorrere cinquecento vite o mille anni d'inferno. Quelli che commettono i cinque peccati cardinali cadono nell'inferno di incessante sofferenza e, dopo esservi rimasti per un eone medio, nascono di nuovo in questo mondo. Perché, allora, quelli che abbandonano il Sutra del Loto cadono nell'inferno di incessante sofferenza e devono rimanervi per un numero di eoni così grande? Il peccato di abbandonare la fede nel Sutra del Loto sul momento non sembra terribile come uccidere i propri genitori. Comunque, anche se qualcuno uccidesse i propri genitori in una, due, dieci, cento, mille, diecimila, centomila, un milione o persino un miliardo di vite, non dovrebbe rimanere nell'inferno per sanzen-jintengo. Anche se qualcuno uccidesse uno, due, dieci, cento, mille, diecimila o persino un miliardo di Budda, deve forse dimorare nell'inferno per la durata di gohyaku-jintengo? I tre gruppi di shomon, tuttavia, dovettero soffrire per tutto il periodo di sanzen-jintengo e i grandi bodhisattva per tutto quello di gohyaku-jintengo, a causa della colpa di aver abbandonato il Sutra del Loto. Ciò dimostra quanto grave sia tale colpa.
Per spiegare con un esempio, se qualcuno colpisce l'aria con un pugno non si fa male, ma se colpisce una roccia si fa male. Il peccato di uccidere una persona malvagia è leggero, il peccato di uccidere una persona virtuosa è grave; uccidere un estraneo è come colpire del fango con un pugno, ma uccidere i propri genitori è come colpire una roccia. Un cane che abbaia a un cervo non si rompe la testa, ma se abbaia a un leone i suoi intestini marciscono. Ashura cercò di divorare il sole e la luna e la sua testa si ruppe in sette pezzi. Poiché Devadatta ferì il Budda, la terra si aprì e lo inghiottì. La gravità di un peccato dipende da chi viene offeso. (a capo)
Il Sutra del Loto è l'occhio di tutti i Budda. È il maestro del Signore della dottrina Shakyamuni. Se qualcuno ne rinnega un carattere o persino un singolo punto, commette un peccato più grave di uccidere i propri genitori dieci milioni di volte o di spargere il sangue di tutti i Budda dell'universo. Per questo motivo coloro che dimenticarono il Sutra del Loto dovettero soffrire per la durata di sanzen o di gohyaku-jintengo.
Inoltre, è estremamente difficile incontrare una persona che insegni questo sutra esattamente come è scritto. È più difficile incontrare chi insegni il Sutra del Loto che per una tartaruga con un occhio solo trovare un legno di sandalo galleggiante o per qualcuno far dondolare dal cielo il monte Sumeru appeso a uno stelo di loto.
Il Gran Maestro Tz'u-en era discepolo dell'Erudito Hsüan-chuang e maestro dell'imperatore T'ai-tsung. Era un santo che conosceva a memoria non solo le scritture sanscrite e cinesi, ma anche tutti i sutra del Budda. Di lui si dice che le ceneri del Budda cadevano dal suo pennello e che dai suoi denti emanava luce. I suoi contemporanei lo rispettarono come se fosse il sole e la luna e i posteri lo venerarono come una guida illuminata. Ciononostante, il Gran Maestro Dengyo lo denunciò scrivendo: «Pur lodando il Sutra del Loto, ne distrugge lo spirito»9. La citazione significa che, pur volendo lodare il Sutra del Loto, in ultima analisi lo distruggeva.
L'Erudito Shan-wu-wei era una volta il re Udyana in India. Lasciò il trono, divenne monaco e nel corso della sua pratica buddista viaggiò in più di cinquanta paesi in India, pervenendo infine a una profonda conoscenza degli insegnamenti esoterici ed essoterici del Buddismo. Più tardi andò in Cina e divenne maestro dell'imperatore Hsüan-tsung. Da allora in Cina e Giappone tutti i preti Shingon sono suoi seguaci. Pur essendo una così nobile persona, morì all'improvviso, tormentato da Emma, il re dell'inferno, benché nessuno sappia per quale motivo.
Nichiren ritiene che questo sia accaduto perché Shan-wu-wei fu dapprima un devoto del Sutra del Loto ma, quando lesse il sutra Dainichi, lo dichiarò superiore al Sutra del Loto. Allo stesso modo, Shariputra, Maudgalyayana e gli altri non rimasero nei cattivi sentieri per il periodo di sanzen-jintengo o gohyaku-jintengo perché avevano commesso i dieci atti malvagi o i cinque peccati cardinali, né perché avevano commesso qualcuno degli otto atti di ribellione10, ma perché incontrarono persone malvagie, abbandonarono il Sutra del Loto e presero fede negli insegnamenti provvisori.
Secondo il Gran Maestro T'ien-t'ai, «Se qualcuno diventa amico di una persona malvagia, smarrirà la sua mente».“Mente” significa fede nel Sutra del Loto, mentre “smarrire” significa tradire la fede in esso e seguire altri sutra. Il Sutra del Loto afferma: «...ma quando viene data loro la medicina, rifiutano di prenderla». Il Gran Maestro T'ien-t'ai dichiarò: «Quelli che avevano smarrito la propria mente non vollero prendere l'eccellente medicina che veniva offerta loro. Errando nel ciclo di nascita e morte, fuggirono in altri paesi». Stando così le cose, i credenti del Sutra del Loto devono temere coloro che ostacolano la loro pratica più di quanto temono i banditi, i ladri, gli assassini notturni, le tigri, i lupi o i leoni, e persino più dell'invasione mongola.
Questo mondo è il regno del Demone del Sesto cielo. Tutti gli esseri umani sono suoi sudditi sin dal tempo senza inizio. Egli non solo ha costruito la prigione dei venticinque regni all'interno dei sei sentieri confinandovi l'umanità intera, ma ha anche incatenato le mogli e i figli, imprigionato i genitori e i sovrani dentro reti stese sul cielo. Per offuscare la Buddità che è la vera mente delle persone, le induce a bere il vino dell'Avidità, Collera e Stupidità, serve loro pietanze avvelenate che le lasciano prostrate sul terreno dei cattivi sentieri. Quando incontra qualcuno che ricerca la Via, cerca di ostacolarlo. Sentendosi impotente a spingere al male un devoto del Sutra del Loto, cerca di convincerlo gradualmente guidandolo verso il sutra Kegon che è simile al Sutra del Loto. Così fecero i preti Tu-shun, Chih-yen, Fa-ts’ang e Ch'eng-kuan.
I preti Chia-hsiang e Seng-ch'üan ingannarono abilmente i credenti facendoli tornare ai sutra Hannya. Hsüan-chuang e Tz'u-en li guidarono verso il sutra Jimmitsu, mentre Shan-wu-wei, Chin-kang-chih, Pu-k'ung, Kobo, Jikaku e Chisho li ingannarono facendo loro seguire il sutra Dainichi. Bodhidharma e Hui-k'o li sviarono nella setta Zen, Shan-tao e Honen li indussero con l'inganno a credere al sutra Kammuryoju. Così il Demone del Sesto cielo possedette questi studiosi buddisti affinché ingannassero i credenti, proprio come predetto nel capitolo Kanji del Sutra del Loto: «Il demone entra nei loro corpi».
Il demone dell'oscurità fondamentale può entrare persino nella vita di un bodhisattva che abbia raggiunto lo stadio più avanzato della pratica, impedendogli di ottenere il beneficio supremo del Sutra del Loto: la Buddità. Tanto più facilmente può ostacolare chi si trova negli stadi inferiori della pratica. Il Demone del Sesto cielo entra nella vita della moglie e dei figli di un uomo per ingannarlo. Oppure può possedere il sovrano per minacciare i devoti del Sutra del Loto o i genitori affinché ostacolino la fede dei figli. Il principe Siddharta voleva rinunciare al proprio titolo, ma suo figlio Rahula era già stato concepito. Suo padre, il re Shuddhodana, lo persuase ad aspettare la nascita del figlio prima di partire per farsi monaco, ma un demone ne ritardò la nascita per sei anni.
Nel lontano passato Shariputra iniziò a praticare le austerità dei bodhisattva durante l'Ultimo giorno del Budda Sendara. Aveva già praticato per sessanta eoni, quando il Demone del Sesto cielo si preoccupò perché in altri quaranta eoni Shariputra avrebbe completato i cento eoni di pratica. Il demone si travestì quindi da brahmano e implorò Shariputra di dargli un occhio. Shariputra glielo dette, ma da quel momento perse la voglia di praticare e smise, cadendo nell'inferno di sofferenza incessante per un numero infinito di eoni.
Sessantotto milioni di credenti nell'Ultimo giorno del Budda Daishogon, ingannati dal monaco Kugan e da altri tre monaci, denunciarono il monaco Fuji18 e caddero nell'inferno di incessante sofferenza per tanti eoni quante sono le particelle di polvere sulla terra. Gli uomini e le donne dell'Ultimo giorno del Budda Shishionno seguirono il monaco Shoi19 che osservava i precetti, ma derisero Kikon e rimasero anch'essi nell'inferno per innumerevoli eoni.
Lo stesso vale per i discepoli di Nichiren. Il Sutra del Loto dice: «Odio e gelosia abbondano persino durante la vita del Budda; molto maggiori saranno dopo la sua scomparsa». Dice anche: «Tutta la società sarà molto ostile e sarà estremamente difficile credere». Il Sutra del Nirvana afferma: «Soffrendo in questa vita di morte improvvisa, tortura, calunnia o umiliazione, colpi di frusta o bastone, prigionia, fame, avversità o altre simili retribuzioni minori, egli non dovrà cadere nell'inferno». Nel sutra Hatsunaion si legge: «Potrai mancare di cibo e di vesti, cercare invano la ricchezza, nascere in una famiglia povera o eretica oppure essere perseguitato dal sovrano. È grazie ai meriti acquistati proteggendo la vera Legge che possiamo diminuire in questa vita le sofferenze della retribuzione karmica».
Ciò significa che noi, che ora crediamo nella vera Legge, nel passato commettemmo il peccato di perseguitare coloro che la praticavano e nel futuro dovremo cadere nell'inferno. Tuttavia, il merito acquisito praticando la vera Legge è così grande che ci permette di evitare grandi sofferenze future incontrando sofferenze relativamente minori in questa vita.
Come afferma il Sutra, a causa delle offese alla vera Legge commesse nel passato si nasce in una famiglia povera o eretica o si è perseguitati dal sovrano. Per “famiglia eretica” si intende una famiglia che disprezza la vera Legge, “essere perseguitato dal sovrano” significa vivere nel regno di un cattivo sovrano.
Questi sono i due tipi di sofferenza che ora voi state incontrando. Affinché possiate espiare le passate offese alla Legge ora venite ostacolati dai vostri genitori eretici e vivete in un'epoca in cui il sovrano perseguita i devoti del Sutra del Loto. Le parole del Sutra sono chiare, assolutamente chiare. Non dovete dubitare di aver offeso la Legge nel passato. Se dubitate, non riuscirete ad affrontare le avversità minori di questa vita e potreste cedere all'opposizione di vostro padre e abbandonare il Sutra del Loto anche contro la vostra volontà. Se ciò dovesse accadere, non solo voi cadreste nell'inferno di incessante sofferenza, ma vi trascinereste anche i vostri genitori, causando a voi tutti grandi sofferenze. Non dubitare di ciò richiede una salda fede.
Voi due avete continuato ad aver fede nel Sutra del Loto e perciò potete liberarvi delle gravi colpe commesse in passato. Forgiando il ferro, tutti i suoi difetti vengono in superficie. Una roccia messa sul fuoco si ridurrà in cenere, mentre l'oro diverrà oro puro. Proprio questa persecuzione proverà la sincerità della vostra fede e le Jurasetsu (le dieci dee) del Sutra del Loto vi proteggeranno. Il demone che apparve a Sessen Doji era in realtà Taishaku. La colomba salvata dal re Shibi era in realtà Bishamon. È anche possibile che le Jurasetsu abbiano posseduto i vostri genitori per mettervi alla prova. Ogni debolezza sarà causa di rimpianto. Se il carro che sta davanti si rovescia nella strada, é un avvertimento per quello che viene dietro.
In un'epoca come questa, non si può far altro che cercare la vera Via. Potete anche odiare questo mondo, ma non c'è modo di sfuggirlo. Tutti i giapponesi saranno sicuramente colpiti da una grande sfortuna nell'immediato futuro. La rivolta22 che scoppiò l'11 febbraio del nono anno di Bun'ei (1272) è stata come una tempesta che strappa via i fiori dagli alberi o un rogo che brucia tessuti di seta. Chi può non detestare un mondo come questo?
Nell'ottobre dell'undicesimo anno di Bun'ei (1274), l'intera popolazione giapponese delle isole Iki e Tsushima fu massacrata in un sol colpo. Come possiamo dire che tutto ciò non ci riguarda? Come dovevano essere angosciati i soldati che partivano per affrontare il nemico, che abbandonavano gli anziani genitori, i bambini, le giovani mogli e le amate case per andare a difendere un mare sconosciuto e infido! Vedevano nuvole all'orizzonte e immaginavano che fossero bandiere nemiche, scambiavano le barche di pescatori per navi da guerra mongole e rimanevano paralizzati dal terrore. Una o due volte al giorno si arrampicavano sulle colline per scrutare il mare. Tre o quattro volte durante la notte sellavano o smontavano le selle dei loro cavalli. Essi sperimentarono la dura realtà del mondo di Collera23. Tutto questo, come del resto la persecuzione che state subendo, è dovuto al fatto che il sovrano di questo paese è diventato nemico del Sutra del Loto. E se è diventato nemico del Sutra del Loto, è a causa delle offese alla Legge dei preti che seguono i precetti e dei maestri Nembutsu e Shingon. (a capo)
Superate questa prova e sperimentate i benefici del Sutra del Loto. Anche Nichiren invocherà ardentemente per voi la protezione del Cielo. Ora più che mai dovete dimostrare di non aver paura. In generale le donne sono timorose, e le vostre mogli si sono probabilmente arrese. Ma voi dovete stringere i denti e non arrendervi. Siate coraggiosi come Nichiren quando affrontò Hei-no Saemon. Sebbene la loro strada non fosse quella che conduce all'Illuminazione, i figli di Wada e di Wakasa24, come pure i guerrieri agli ordini di Masakado25 e Sadato26, combatterono fino alla morte per difendere il proprio onore. Tutti devono morire, anche se non accade alcuna disgrazia. Perciò non siate codardi e non rendetevi ridicoli.
Poiché sono molto preoccupato, vi racconterò una storia molto importante per voi. C'erano due prìncipi chiamati Po-i e Shu-ch'i che erano figli del re di Hu-chu in Cina. Il padre aveva nominato erede al trono il figlio minore, Shu-ch'i, il quale però dopo la morte del padre si rifiutò di salire al trono. Po-i esortò Shu-ch'i ad assumere il titolo, ma Shu-ch'i insistette che toccava al fratello maggiore. Po-i gli chiese come potesse contraddire la volontà di loro padre. Shu-ch'i rispose che, anche se il testamento del padre lo aveva nominato erede al trono, egli non poteva sopportare di mettere da parte il fratello maggiore. Entrambi i fratelli perciò abbandonarono la terra dei loro genitori e andarono in un altro paese dove entrarono al servizio del re Wen della dinastia Chou. Poco dopo il paese venne attaccato e il re Wen fu ucciso dal re Chou della dinastia Yen. Dopo meno di cento giorni dalla morte del re Wen, il figlio, re Wu, si preparò a combattere contro il re Chou, ma Po-i e Shu-ch'i, afferrando le briglie del suo cavallo, si sforzarono di dissuaderlo dicendo: «Dovreste restare in lutto per tre anni dopo la morte di vostro padre. Iniziare una guerra ora, sarebbe una mancanza di pietà filiale». Il re Wu si infuriò sentendo ciò e stava quasi per ucciderli entrambi, ma T'ai-kung, il ministro di suo padre, lo trattenne. (a capo)
I due fratelli, non volendo avere a che fare con questo re, partirono per isolarsi sul monte Shou-yang dove vissero unicamente di felci. Un giorno una persona di nome Ma-tzu passò di lì e chiese: «Perché vi siete nascosti in un posto simile?». Essi gli raccontarono tutta la storia e Ma-tzu osservò: «Se è così, non appartengono al re anche queste felci?». Così rimproverati, smisero immediatamente di mangiare quelle piante. Ma il Cielo non abbandona i saggi e fece apparire una divinità sotto le sembianze di una cerva bianca che fornì loro del latte. Dopo che la cerva se ne fu andata, Shu-ch'i disse: «Se il latte della cerva bianca è così dolce da bere, la sua carne deve essere ancora più gustosa». Po-i cercò di zittirlo, ma il Cielo aveva già udito le sue parole e furono subito abbandonati. Così alla fine morirono di fame.
Anche se una persona agisce saggiamente per tutta la vita, una parola avventata può rovinarla. Non sapendo quali pensieri si agitino nei vostri cuori, mi preoccupo molto per voi.
Quando il Budda Shakyamuni era un principe, suo padre, il re Shuddhodana, non volendo perdere il suo unico erede, non gli permetteva di farsi monaco. Il re mise duemila soldati di guardia alle quattro porte della città per impedirgli di partire. Nonostante ciò, il principe alla fine abbandonò il palazzo contro il volere del padre. In genere, è dovere del figlio obbedire ai genitori, però, sulla strada della Buddità non obbedire loro può essere la vera devozione filiale. Il Sutra Shinjikan spiega l'essenza della devozione filiale come segue: «Non adempiendo i propri obblighi ed entrando nel nirvana, una persona può veramente ripagare il debito di gratitudine». Questo vuol dire che, se qualcuno per entrare nella vera Strada lascia la propria casa contro la volontà dei genitori e ottiene la Buddità, può ripagare veramente il suo debito di gratitudine verso i genitori.
Anche nelle questioni terrene, se i genitori fomentano una rivolta, è doveroso non seguirli. Questo si legge nella scrittura confuciana, il Classico della devozione filiale. Quando il Gran Maestro T'ien-t'ai iniziò a meditare sul Sutra del Loto, gli apparvero i defunti genitori che si sedettero sulle sue ginocchia e tentarono di ostacolare la sua pratica del Buddismo. Questo fu opera del Demone del Sesto cielo che prese le sembianze del padre e della madre al fine di ostacolarlo.
Ho appena citato la storia di Po-i e Shu-ch'i, ma c'è un'altra lezione che dovreste imparare dalla storia. L'imperatore Ojin, che ora è il Bodhisattva Hachiman, era il sedicesimo sovrano del Giappone. Questo imperatore aveva due figli: il primo era il principe Nintoku e il secondo il principe Uji. L'imperatore lasciò il trono al figlio minore, Uji. Dopo la morte del padre, Uji disse che doveva salire al trono il fratello maggiore, ma il fratello maggiore lo rimproverò dicendo: «Come puoi rifiutarti di obbedire alla volontà di nostro padre?». Continuarono a discutere a lungo e per tre anni nessuno salì al trono. Il popolo soffriva in modo indescrivibile, era come se una maledizione avesse colpito la nazione. Alla fine il principe Uji pensò: «Finché io vivrò, mio fratello non salirà al trono» e si suicidò. Il principe Nintoku per il gran dolore cadde nella disperazione. Vedendo ciò, il principe Uji resuscitò, incoraggiò il fratello, dopodiché morì un'altra volta. Si narra che quando Nintoku alla fine salì al trono, la nazione divenne pacifica e i tre regni coreani di Silla, Paekche e Koguryo inviarono ottanta navi cariche di tributi.
Ci sono altri esempi in cui tra i figli di saggi re non vi furono buone relazioni. Quali legami hanno permesso a voi due fratelli di proseguire in buone relazioni? Potreste essere i principi Jozo e Jogen rinati o le incarnazioni dei bodhisattva Yakuo e Yakujo27? Quando vostro padre ripudiò Munenaka, mi aspettavo che Munenaga non si sarebbe schierato con suo fratello, rendendo ancora più difficile la riconciliazione fra il padre e Munenaka. Però, se è vero ciò che mi ha detto Tsuruo, voi siete in perfetto accordo Questa è una notizia veramente sorprendente, come vi ho detto nell'altra mia lettera. Potrà mai esserci una storia meravigliosa come la vostra?
Nel libro Relazione sulle regioni occidentali si narra di un eremita che viveva nel Parco dei cervi a Benares e sperava di apprendere i poteri dell'occulto. Aveva già imparato a trasformare le pietre in gioielli e a mutare l'aspetto degli uomini e degli animali, ma non poteva ancora cavalcare le nuvole per volare al Palazzo degli Immortali. A questo scopo, prese come discepolo un uomo di grande integrità. Dopo avergli dato una lunga spada, l'eremita lo fece stare in piedi in un angolo della piattaforma per la meditazione, ordinandogli di trattenere il fiato e di non parlare assolutamente. Se il discepolo fosse riuscito a restare muto per tutta la notte fino all'alba, l'eremita avrebbe appreso le arti occulte. Determinato, si sedette al centro della piattaforma con in mano un'altra lunga spada e recitò gli incantesimi. Fece pronunciare un voto al suo apprendista: «Anche a costo della tua vita, non dire nulla!». L'uomo rispose: «Anche se muoio, nessuna parola uscirà da queste labbra». In questo modo trascorsero la notte, ma appena l'alba stava per spuntare, l'apprendista urlò improvvisamente e l'eremita fallì nel suo tentativo. Rimproverò il discepolo urlando: «Come hai potuto infrangere il tuo voto? Questo è deplorevole!». Profondamente pentito, il discepolo disse: «Mi sono assopito per un momento e in sogno mi è apparso il mio precedente maestro che mi ha rimproverato. Però io ho resistito, non ho proferito parola perché il mio debito di gratitudine verso di voi è più grande. Il mio precedente maestro si è infuriato e ha minacciato di decapitarmi, ma nemmeno allora ho detto nulla. Alla fine sono stato decapitato e, quando ho visto il mio corpo sul sentiero della morte, il mio dolore è stato indescrivibile. Però, non ho parlato. Poi sono rinato in una famiglia di brahmini nell'India meridionale. Il dolore che ho provato entrando e uscendo dall'utero è stato insopportabile, ma ho trattenuto il respiro senza piangere. Sono diventato un giovane uomo e ho preso moglie. I miei genitori sono morti, mi è nato un figlio, ho provato dolore e gioia, ma non ho detto una parola. Vivendo in questo modo, ho raggiunto l'età di sessantacinque anni. Allora mia moglie mi ha detto: “Se rifiuti ancora di parlare, ucciderò il tuo amato figlio”. Mi è passato per la mente il pensiero che ero già arrivato agli ultimi anni della mia vita e che se mio figlio fosse stato ucciso, non avrei potuto generarne un altro. Sentendo che dovevo urlare, mi sono svegliato improvvisamente».
L'eremita disse: «Non siamo stati abbastanza forti. Tu ed io siamo stati sconfitti da un demone. Il nostro compito è fallito». Piangendo il discepolo disse: «Poiché sono stato così debole di volontà, il mio maestro non ha potuto apprendere l'occulto». L'eremita con rincrescimento rispose: «È colpa mia perché non ti ho ammonito abbastanza in anticipo». Nonostante ciò, il discepolo era così addolorato di non aver adempiuto il proprio dovere verso il maestro che rimuginò su questo fatto e morì.
In Cina le arti occulte si svilupparono dal Confucianesimo, in India si trovano fra gli insegnamenti dei bramini. Però non si avvicinano nemmeno ai primitivi insegnamenti agon e tanto meno agli insegnamenti tsugyo, bekkyo o engyo. Perciò come potrebbero avvicinarsi al Sutra del Loto? Se i quattro demoni28 si oppongono ferocemente persino all'apprendimento di tali cose superficiali, molto più grandi saranno gli ostacoli che incontreranno i discepoli e i seguaci laici del Devoto del Sutra del Loto, che per primo in Giappone ha abbracciato e per primo ha propagato i sette caratteri di Nam-myoho-renge-kyo, il supremo principio del Sutra del Loto. È impossibile descriverli, anche solo immaginarli.
Il Maka shikan è il capolavoro del Gran Maestro T'ien-t'ai e contiene l'essenza di tutti i sutra buddisti. Durante i cinquecento anni successivi all'introduzione del Buddismo in Cina, comparvero sette grandi maestri a nord del fiume Yangtze e tre a sud. La loro saggezza era luminosa come il sole e la luna e la loro virtù era lodata ovunque, però erano confusi riguardo a quale sutra fosse superficiale o profondo, inferiore o superiore e in quale ordine fossero stati predicati. Il Gran Maestro T'ien-t'ai non solo chiarì gli insegnamenti buddisti, ma estrasse dal tesoro dei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo ichinen sanzen , la gemma che esaudisce i desideri e la donò alla gente dei tre paesi29.
Questa dottrina ebbe origine in Cina. Nemmeno i maggiori studiosi dell'India l'avevano formulata. Così scrisse il Gran Maestro Chang-an: «Non si era mai udito prima un insegnamento luminoso come il Maka shikan»30 e «Nemmeno i grandi trattati indiani sono paragonabili ad esso»31. La dottrina di ichinen sanzen rivelata nel quinto volume del Maka shikan è particolarmente profonda. Se la propagate, i demoni sorgeranno certamente. Se così non fosse, non ci sarebbe modo di sapere che questo è il vero insegnamento. In un brano dello stesso volume si legge: «Quando la pratica progredisce ed aumenta la conoscenza, i tre ostacoli e i quattro demoni emergono facendo a gara per interferire. Non dovete farvi influenzare né spaventare da loro. Se vi fate influenzare, sarete trascinati nei cattivi sentieri. Se vi fate spaventare, vi sarà impedito di praticare il vero Buddismo». Questa spiegazione non si applica solo a Nichiren, ma è anche una guida per i suoi discepoli. Imparatela rispettosamente e trasmettetela come verità di fede alle future generazioni.
I tre ostacoli in questo brano sono bonno-sho, go-sho e ho-sho. Bonno-sho sono gli ostacoli alla pratica che sorgono da avidità, collera, stupidita e da cose di questo genere, go-sho sono gli ostacoli posti dalla propria moglie o dai figli, e ho-sho sono gli impedimenti causati dal proprio sovrano o dai genitori. Dei quattro demoni, le funzioni del Demone del Sesto cielo sono di quest'ultimo tipo. Fra tutti coloro che pretendono di conoscere a fondo il Maka shikan, c'è oggi in Giappone qualcuno che ha veramente incontrato i tre ostacoli e i quattro demoni? L'affermazione «Se vi fate influenzare da loro, sarete trascinati nei cattivi sentieri» non indica semplicemente i tre cattivi sentieri, ma i mondi degli Uomini e degli Dei, e in generale tutti i nove mondi. Perciò, tranne il Sutra del Loto, tutti i sutra Kegon, Agon, Hodo e Hannya32 e anche il sutra del Nirvana e il sutra Dainichi, conducono nei cattivi sentieri. Inoltre, ad eccezione della setta Tendai, gli adepti delle altre principali sette buddiste33 sono agenti dell'inferno che spingono gli altri verso i cattivi sentieri. Persino nella setta Tendai ci sono alcuni che sembrano credere nel Sutra del Loto, ma in realtà conducono verso gli insegnamenti ad esso precedenti; anch'essi sono agenti dell'inferno che fanno cadere nei cattivi sentieri.
Ora voi due fratelli siete come l'eremita e il suo discepolo, se uno dei due manca, entrambi non riuscirete a ottenere la Buddità. Siete come le due ali di un uccello o come i due occhi di un uomo. E le vostre mogli sono i vostri sostenitori. Le donne seguendo gli altri si fanno seguire dagli altri. Quando il marito è felice, sua moglie sarà soddisfatta. Se il marito è un ladro, anche sua moglie lo diventerà. Questo non riguarda soltanto questa vita. Un uomo e sua moglie sono sempre uniti come il corpo e l'ombra, come i fiori e i frutti o come le radici e le foglie, in tutte le esistenze. Gli insetti si nutrono degli alberi su cui vivono e i pesci bevono l'acqua nella quale nuotano. Se l'erba appassisce, le orchidee soffrono, se i pini sono fiorenti, le querce gioiscono. Persino gli alberi e l'erba sono uniti così strettamente. L'uccello chiamato hiyoku ha un corpo e due teste: entrambe le sue bocche nutrono lo stesso corpo. I pesci hiboku hanno un occhio solo, così il maschio e la femmina restano insieme per tutta la vita. Un marito e una moglie dovrebbero essere come loro.
Voi due mogli non dovreste risentirvi se i vostri mariti dovessero maltrattarvi a causa della vostra fede in questo insegnamento. Se entrambe vi unite per incoraggiare la loro fede, seguirete il sentiero della figlia del Re dei Naga e sarete il modello delle donne che ottengono l'Illuminazione nell'Ultimo giorno della Legge. Se agirete in questo modo qualunque cosa accada, io, Nichiren, dirò ai due santi e due dèi celesti34, alle dieci dee e ai Budda Shakyamuni e Taho di farvi diventare Budda in ogni futura esistenza. Il Sutra Rokuharamitsu afferma che un uomo dovrebbe essere il padrone della sua mente piuttosto che lasciare che essa diventi la sua padrona.
Qualunque difficoltà possa sorgere, considerala passeggera come un sogno e pensa solo al Sutra del Loto. All'inizio era molto difficile credere all'insegnamento di Nichiren, ma ora che le sue profezie si sono avverate, quelli che mi calunniarono senza motivo si sono pentiti. Anche se altri uomini e donne in futuro diventeranno miei discepoli, non vi sostituiranno nel mio cuore. Tra coloro che hanno creduto per primi, molti hanno poi abbandonato la fede per paura della società. Tra queste persone ci sono alcuni che mi criticano più accanitamente di quelli che mi calunniarono sin dal principio. Ai tempi di Shakyamuni, il prete Sunakshatra35 all'inizio credette al Budda, ma più tardi non solo abbandonò la fede, ma la offese così violentemente che nemmeno il Budda poté salvarlo dal cadere nell'inferno di incessante sofferenza.
Questa lettera è stata scritta in particolare per Munenaga, ma devono leggerla attentamente anche sua moglie e la moglie di Munenaka.
Nam-myoho-renge-kyo, Nam-myoho-renge-kyo
Nichiren
Il 16 del quarto mese del dodicesimo anno di Bun'ei (1275).

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