venerdì 10 settembre 2010

Sutra del Loto. Capitolo 16. Durata della vita del Budda.




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Allora il Budda parlò ai Bodhisattva e a tutta la moltitudine.
Uomini devoti, dovete credere alle cose che sto per dirvi. Una legge che mai fu udita in passato adesso potrà essere udita.
Ascoltate attentamente….



Gli dei, gli uomini e gli asura di tutti i mondi credono che l’attuale Budda Shakyamuni, dopo aver lasciato il palazzo degli Shakya si sia seduto nel luogo dell’illuminazione non lontano dalla città di Gaya e là abbia conseguito l’illuminazione suprema e definitiva. Invece, da quando ho realmente conseguito la buddità sono passati innumerevoli milioni di milioni di nayuta di kalpa. Il tempo trascorso, in verità, non è neanche concepibile da una mente umana.
Immaginate che qualcuno riduca in polvere miliardi e miliardi di milioni di mondi e che poi, muovendo verso oriente lasci cadere una particella di piovere ogni volta che abbia superato un milioni di miliardi di mondi e immaginate che prosegua nel suo cammino finché non abbia esaurito tutte le particelle di polvere. E’ possibile concepire o calcolare il numero di tutti questi mondi? Immaginate che tutti questi mondi, sia quelli che hanno ricevuto una particella di polvere sia quelli che non l’hanno ricevuta, vengano a loro volta ridotti in polvere e immaginate che ogni particella di polvere rappresenti un kalpa. Il tempo trascorso da quando ho conseguito la Buddità supera di miliardi e miliardi di kalpa questo termine.
Da allora ho sempre dimorato qui, nel mondo di saha, predicando la legge, istruendo e convertendo. Inoltre ho anche guidato e beneficiato gli esseri viventi di centinaia, migliaia, decina di migliaia, milioni, miliardi di altre terre. Sono sempre qui a predicare la legge.
Io non mi estinguo. La lunghezza della mia vita è senza misura ed esisto da sempre.
Sono sempre qui, ma grazie ai miei poteri sovrannaturali faccio in modo che gli esseri viventi obnubilati non mi vedano neanche quando sono vicino.
Durante tutto questo tempo ho parlato del Budda Fiaccola ardente e di altri, spiegando anche che entrarono nel nirvana. Tutte queste cose le ho narrate come espedienti. Uomini devoti, quando gli esseri viventi vengono a me, io percepisco con l’occhio del Budda se la loro fede e le loro altre facoltà sono acute o deboli; quindi, secondo le loro capacità di salvezza appaio in luoghi diversi, predicando con nomi differenti e dico quanto durerà la mia vita.
Talvolta, quando compaio, dico che entrerò nel Nirvana, e utilizzando diversi espedienti espongo la legge mistica e meravigliosa facendo nascere una gran gioia nel cuore delle persone.
Il Tathagata, vedendo che tra gli esseri viventi vi sono individui con scarse virtù e molte impurità, che aspirano a una piccola legge, a beneficio di tali persone racconta di aver lasciato la famiglia in gioventù e di aver conseguito l’illuminazione. Ma in verità il tempo trascorso da quando ho conseguito la buddità è estremamente lungo, come vi ho detto. Io faccio uso di questi espedienti semplicemente per istruire e convertire gli esseri viventi e farli accedere alla via del Budda.
Uomini devoti, i sutra esposti dal Tathagata hanno tutti lo scopo di salvare ed emancipare gli esseri viventi. Talvolta parlo di me stesso, talvolta di altri; talvolta presento me stesso, talvolta altri; talvolta mostro le mie azioni, talvolta quelle di altri. Tutto ciò che predico è vero, non falso.
Perché faccio questo? Il Tathagata percepisce il vero aspetto del triplice mondo esattamente come è. Non vi è nascita né morte, non vi è esistenza in questo mondo né estinzione. Non è reale né illusorio, non è così né diverso. Non è così che viene percepito da coloro che vi dimorano. Il Tathagata vede chiaramente queste cose senza il minimo errore.
Poiché gli esseri viventi hanno nature diverse, desideri diversi, diversi comportamenti e diversi modi di pensare e di giudicare, desiderando che piantino buone radici, ho predicato diverse dottrine e ho utilizzato una grande varietà di cause e condizioni, similitudini, parabole e frasi.
Io non ho tralasciato l’opera del Budda nemmeno per un solo istante.
Così, da quando ho conseguito la buddità, è trascorso un tempo estremamente lungo. La mia vita dura da miliardi e miliardi di anni e durante tutto questo periodo io sono sempre vissuto qui e la mia vita non si è mai estinta.
Io non mi estinguo mai, e quando annuncio la mia estinzione si tratta solo di un espediente usato per istruire e convertire gli esseri viventi.
Perché faccio questo? Perché se rimanessi a lungo nel mondo, le persone di scarse virtù non sarebbero in grado di piantare buone radici e, vivendo in miseria e povertà, svilupperebbero l’attaccamento ai cinque desideri e cadrebbero preda di pensieri e immagini illusori. Se vedessero che il Tathagata è sempre presente nel mondo e non conosce estinzione diverrebbero arroganti ed egoiste oppure si scoraggerebbero e diverrebbero negligenti. Non potrebbero capire quanto sia difficile incontrare il Budda e non si avvicinerebbero a lui con rispetto e deferenza. Perciò, utilizzando un espediente, il Tathagata afferma: “Monaci sappiate che è raro vivere in un’epoca in cui un Budda appare nel mondo”. Quando le persone odono queste parole, comprendendo quanto sia difficile incontrare il Budda, nel cuore nutriranno l’ardente desiderio di vedere il Budda e allora pianteranno buone radici.
Quando le moltitudini vedono la mia estinzione per ogni dove fanno offerte alle mie reliquie. Tutti nutrono pensieri nostalgici e i loro cuori anelano vedermi. Le radici di merito prodotte dalla concentrazione sui Tathagata saranno loro di benessere, utilità e vantaggio per lungo tempo.
Quando gli esseri viventi diventano devoti credenti, dall’animo retto e sincero e desiderano vedere il Budda anche a costo della vita, allora io e l’assemblea dei monaci appariamo insieme sul picco dell’aquila.
E’ solo allora che io faccio il avvento e predico loro la Legge, e dico loro che sono sempre qui, che non mi estinguo mai.
Questo è il mio metodo di insegnamento, figli di nobile schiatta, e se parlo in tal modo, non vi è falsità da parte mia.


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La parabola del bravo medico


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Il Budda è come un bravo medico saggio ed esperto che sa preparare le medicine per curare qualsiasi malattia. Egli ha molti figli, e un giorno si reca in un paese lontano per occuparsi di certi affari. Dopo che egli si allontanò i figli bevvero un veleno che li fa spasimare dal dolore e li fa cadere a terra agonizzanti. A quel tempo il padre torna a casa e scopre che i figli hanno bevuto il veleno. Alcuni sono completamente fuori di sé, mentre altri non lo sono. Vedendo il padre che è tornato da lontano, tutti i figli si rallegrano si inginocchiano e lo implorano: “Quanto siamo felici che tu sia tornato sano e salvo. Siamo stati stupidi e per errore abbiamo bevuto del veleno. Ti preghiamo di curarci e di farci vivere ancora!”
Il padre, vedendo i figli così sofferenti, prepara varie ricette, raccoglie buone erbe medicinali, tutte perfette nel colore, nell’aroma e di sapore gradevole, le macina, le setaccia e le miscela insieme. Ne dà una dose ai figli dicendo loro “Questa è una medicina molto efficace, perfetta nel colore, nell’aroma e di sapore gradevole. Prendetela e sarete presto guariti dai vostri dolori e liberi da qualsiasi malattia”.
I figli che non hanno perso il senno capiscono che si tratta di una buona medicina, la prendono e guariscono subito da tutti i mali. Coloro che invece non sono più in sé sono ugualmente felici di vedere il padre che è tornato e lo implorano di curarli ma quando viene data loro la medicina rifiutano di prenderla, perché il veleno è penetrato profondamente ad essi hanno perduto il senno.
Allora il padre, pensa tra sé:
- Questi figli hanno delle idee sbagliate per via dell’intossicazione e non accettano il rimedio; devo escogitare un espediente -
Dopo aver riflettuto a lungo ha un’idea e dice loro: “Sappiate che oramai sono vecchio ed esausto e l’ora della mia morte è giunta. Adesso lascerò qui questa buona medicina. Prendetela e vi guarirà”.
Dopo aver dato queste istruzioni si reca in un altro paese da cui invia un messaggio che annuncia “Vostro padre è morto”. Allora i figli, sentendo che il loro padre è morto abbandonandoli, provano un immenso dolore e pensano: “Se nostro padre fosse vivo avrebbe pietà di noi e ci proteggerebbe. Ma ora egli ci ha lasciato ed è morto in qualche terra lontana. Siamo orfani, senza difese, e non abbiamo nessuno su cui contare”. Tormentati di continuo da questi pensieri alla fine i figli ritornano in sé e capiscono che in effetti la medicina è ottima per colore aroma e sapore. Così la bevono e guariscono da tutti i dolori. Il padre, udendo che i figli sono guariti, torna immediatamente a casa e riappare davanti a loro.
Uomini devoti qual è la vostra opinione? Si può affermare che questo bravo medico sia colpevole di menzogna?
- No Onorato dal mondo. -
Lo stesso vale per me, disse il Budda. Sono trascorsi miliardi di Kalpa da quando ottenni la buddità ma utilizzando il potere degli espedienti annuncio la mia estinzione.


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La pura terra del Budda rimane sempre illesa


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Questi sono i miei poteri sovrannaturali.
Quando gli esseri viventi assistono alla fine di un kalpa e tutto arde in un grande fuoco, questa, la mia terra, rimane salva e illesa, costantemente popolata di dei e uomini.
Le sale e i palazzi nei suoi giardini e nei suoi boschi sono adornate di gemme di varia natura. Alberi preziosi sono carichi di fiori e di frutti e là gli esseri viventi sono felici e a proprio agio. Gli dei suonano tamburi celesti creando un incessante sinfonia di suoni. Boccioli di mandarava piovono dal cielo posandosi sul Budda e sulla moltitudine. La mia pura terra non viene distrutta, eppure gli uomini la vedono consumarsi nel fuoco: ansia, paura e altre sofferenze predominano ovunque. Questi esseri viventi con molte colpe, per il karma creato dalle loro azioni malvagie trascorrono miliardi di kalpa senza udire il nome dei tre tesori. Ma coloro che praticano vie meritorie, che sono gentili, miti, onesti e retti, tutti loro mi vedranno qui, in persona, intento a predicare la legge. In certe occasioni io spiego a queste moltitudini la Legge meravigliosa e la durata della vita del Budda.
Non dubitate di ciò. Abbandonate ogni dubbio una volta per tutte. Io sono il padre di questo mondo che salva coloro che sono afflitti e soffrono. E questo è il mio pensiero costante: come posso far si che tutti gli esseri viventi accedano alla via suprema e acquisiscano la Buddità?

2 commenti:

  1. La teoria delle stringhe della Fisica Quantistica ha individuato l'esistenza di innumerevoli universi oltre al nostro, perciò possiamo affermare che la storia delle particelle di polvere lasciate andare tra le galassie non sia fantascienza ma realtà.

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  2. tradurrei la parola "Schiatta" con "Stirpe"

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